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Interfacce Multimodali Localizzate nelle App Mobile English-Default

Mi ha sempre interessato ciò che accade quando i prodotti parlano una lingua diversa da quella dei loro utenti. Questo studio esplora come le interfacce con impostazione predefinita in lingua inglese influenzino la fiducia, la comprensione, lo sforzo cognitivo e l'inclusività delle persone che utilizzano prodotti digitali in una seconda lingua.

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— Il problema

Molte applicazioni globali adattano prezzi, valute e alcuni elementi dell'interfaccia ai mercati locali, mantenendo però in inglese le fasi più importanti dell'esperienza utente, come l'onboarding e gli upgrade. Questo crea un divario tra la strategia di design globale del prodotto e il modo in cui gli utenti comprendono, percepiscono e sviluppano fiducia nell'interfaccia.

— L'ambito della ricerca

Questo studio ha analizzato 24 schermate di onboarding e upgrade appartenenti a Duolingo, Spotify e Notion, combinando l'analisi multimodale delle interfacce con i dati di un sondaggio condotto su 56 partecipanti. L'obiettivo era esplorare l'impatto della lingua sulla comprensione, sullo sforzo cognitivo, sulla fiducia, sulla motivazione e sull'inclusività percepita.

— Strumenti e processo

Durante il progetto ho utilizzato diversi strumenti per supportare le diverse fasi della ricerca. Notion mi ha aiutata a organizzare la timeline del progetto e il piano di scrittura, mentre NotebookLM Le prime idee, i temi emergenti e le domande di ricerca sono stati esplorati attraverso Miro attraverso mappe concettuali e attività di organizzazione tramite schede. Google Forms è stato utilizzato per raccogliere le risposte al sondaggio, Google Sheets è stato utilizzato per gestire il dataset, SPSS è stato utilizzato per analizzare i risultati quantitativi. Infine, Figma è stato utilizzato per annotare le interfacce e visualizzare i risultati della ricerca, mentre Canva ha permesso di trasformare i risultati della ricerca in presentazioni chiare e accessibili.

— Metodologia

Ho combinato l'analisi multimodale delle interfacce con la ricerca sulla percezione degli utenti per comprendere non solo come vengono progettate le interfacce con impostazione predefinita in lingua inglese, ma anche come vengono effettivamente vissute dagli utenti. Attraverso l'analisi di schermate reali e delle risposte di un sondaggio condotto su 56 partecipanti, ho esplorato la relazione tra lingua, comprensione, fiducia, sforzo cognitivo, motivazione e inclusività.

— Risultati principali

— Conclusioni

Cosa si sarebbe potuto migliorare nel prodotto?

I risultati suggeriscono che la sola comprensione non è sufficiente a garantire un'esperienza utente positiva. I principali flussi di onboarding e sottoscrizione avrebbero potuto essere più inclusivi attraverso opzioni linguistiche più chiare, microcopy localizzate e strategie comunicative capaci di ridurre l'incertezza nei momenti che richiedono maggiore fiducia o coinvolgimento.

Cosa migliorerei nella ricerca?

Se dovessi condurre nuovamente questo studio, coinvolgerei un campione più ampio e maggiormente bilanciato tra i diversi gruppi linguistici. Integrerei inoltre sessioni di usabilità moderate per osservare il comportamento degli utenti in tempo reale, affiancando ai dati percettivi raccolti tramite sondaggio evidenze comportamentali dirette.

Cosa farei senza vincoli di ricerca?

Con tempo e risorse illimitati, amplierei lo studio includendo un numero maggiore di paesi, lingue e categorie di applicazioni, combinando sondaggi, interviste, tecniche di eye-tracking e analisi comportamentali. Questo permetterebbe di comprendere più a fondo come la lingua influenzi non solo le percezioni degli utenti, ma anche le loro decisioni e interazioni concrete con i prodotti digitali.

Preprint completo disponibile al DOI: 10.31235/OSF.IO/ZAX8G_V1 10.31235/OSF.IO/ZAX8G_V1